Fede al presente

Fede al presente

”Abbi fedi, Joni …  un giorno tutto andrà meglio”.

 

 

Non so dirti quante volte abbia sentito parole simili da amici che, col viso triste, si stringevano attorno al mio letto d’ospedale dopo l’incidente.

” Abbi fedi, Joni …  la fede ti aiuterà fino infondo”.

Parole simili non riuscirono mai a consolarmi. Mi lasciavano sempre con l’impressione che niente sarebbe veramente cambiato.

La mia paralisi sarebbe rimasta come una prigione e la fede una sorta di desiderio fiducioso, era soltanto un vago sentimento religioso per confortarmi fino a quel giorno lontano nel quale tutto avrebbe avuto un senso.

Se essere una donna di fede significava stare seduta sulla mia sedia a rotelle a sognare  ad occhi aperti, allora io non ci stavo. Che colossale equivoco!

La fede, come la Bibbia la definisce, è un’azione al presente. Significa afferrare le promesse di Dio ed agire in base ad esse oggi.

Questo “modo presente” di guardare alle affermazioni di Dio evidenzia la stoffa di cui sono fatti gli uomini e le donne di fede. Essi prendono semplicemente Dio in parola E vivono sulla base di questo fatto.

Per loro la fede esce dall’astratto, dal nebuloso nulla, dallo sciropposo mondo dei sogni ed è vissuta come una certezza concreta, quì ed ora.

Ad un certo punto me ne resi conto anch’io.  In una notte buia, in una stanza sterile con le parole di Ebrei 11:1 ” Or la fede e certezza di cose che si sperano, dimostrazioni di realtà che non si vedono “.

Cominciarono a farsi breccia nelle difese del mio orgoglio. Cominciai a capire che la fede vuol dire essere sicuri di ciò che speriamo per… ora.

Significa sapere che qualcosa è reale, in questo momento intorno a te, anche quando non lo vedi.

Quando iniziai a vivere in questo modo, capii improvvisamente che potevo avere un vantaggio in cielo. Potevo iniziare a vivere per l’eternità oggi. Potevo avere fiducia in Dio che, con le Sue dita instancabili, stava plasmandomi momento dopo momento, anche se non potevo sentirlo o vederlo.

Avere fede non significa possedere la capacità di credere in un lontano nebuloso futuro, vuol dire piuttosto, prendere semplicemente Dio in parola e fare il passo successivo.

 

 

(tratto da: intromissione divina)

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