Io non ho nessuno

Io non ho nessuno

Gesù vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: “Vuoi guarire?” ”L’infermo gli rispose: ”Signore io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa mi metta nella vasta,  e quando ci vengo io, un altro  vi scende prima di me”. Giovanni 5:6-7

 

A Gerusalemme c’èra una vasca con cinque portici chiamata Betesda (casa di misericordia).

Sotto questi portici si trovavano malati di ogni genere, ciechi, zoppi, paralitici; erano attesa che l’acqua della vasca venisse agitata da un angelo e il primo che scendeva nell’acqua veniva guarito.

A Betesda c’era un paralitico che, dal racconto Evangelico di Giovanni apprendiamo era infermo da 38 anni. Aspettava qualcuno o qualcosa che lo aiutasse a scendere nell’acqua quando questa veniva mossa, ma fino ad allora non era accaduto.

I giorni passavano, così anche i mesi e gli anni senza soluzione.

La speranza di guarire andava morendo. Ogni volta che qualcuno veniva guarito senz’altro il paralitico ripeteva tra se: “io non ho nessuno che mi aiuti, da solo non riuscirò mai”.

Alla situazione di quel paralitico di Betesda si possono associare tutte quelle persone che sono in qualche necessità, distretta o sofferenza, la speranza in loro va svanendo e si sentono sole e abbandonate, deluse da un mondo malato, orgoglioso ed egoista.

Io non ho nessuno.  E’ il grido dell’anima, taciuto, chiuso in se stesso di tante persone in apparenza normali e felici.

Si nasce alla vita da soli, e soli si lascia questa vita e in questa vita a volte ci si perde.

La religione, la cultura, la società, la famiglia, gli amici, a volte non bastano. C’è sempre qualche domanda, qualche perché senza risposta.

Perché sono? Perché potremmo vivere in pace, ma c’è tanto odio e divisione? Perché al mondo ci sono tante ricchezze, tante risorse e tanti muoiono di fame? Perché devo soffrire, invecchiare infine morire? Che senso ha tutto questo?

Io non ho nessuno e non c’è nessuno che mi aiuta, a volte nemmeno le persone più care o gli amici migliori, non hanno tempo per me, devono pensare alla loro vita, ai loro problemi, alle loro attività, ai loro affetti, …sono solo.

Per il paralitico sembra non ci sia via d’uscita. Un giorno Gesù Cristo salì a Gerusalemme, passo per Betesda, vide il paralitico e gli rivolse una domanda:”Vuoi guarire?

La risposta non si fece attendere: “Signore io non ho nessuno che quando l’acqua è mossa mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io un altro vi scende prima di me”

Gesù gli disse: “alzati prendi il tuo lettuccio e cammina”.

Il paralitico fu guarito all’istante, prese il suo letto e si mise a camminare.

Quel giorno a Betesda in Gerusalemme Gesù compì uno dei tanti straordinari miracoli.

Sono passati secoli ma tu puoi, come me, udire per fede le parole di Gesù. ”Vuoi guarire?”

Non sono importanti le circostanze o la gravità delle situazioni, quello che all’uomo è impossibile e difficile,  a Dio è possibile e facile.

L’opera di Gesù non si è esaurita, c’è ancora speranza, la Sacra Scrittura è di conforto quando afferma che: Gesù Cristo è lo stesso  ieri, oggi e in eterno. Ebrei 13:8.

ed ancora: Cristo Gesù è colui che è morto e ancor di più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Romani 8: 34

Le parole e la voce di Gesù sono potenti, Egli ha potuto chiamare Lazzaro alla vita del regno della morte, ha potuto calmare la tempesta sul mare di galilea comandando al vento.

Le parole di Gesù sono parole di vita, di guarigione, di liberazione dal male, dai vizi, dal vuoto interiore, dall’incertezza del futuro, dal dubbio della vita dopo la morte.

” Ecco io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me.” Apocalisse 3:20

Non ti sei accorto che in qualche circostanza Gesù ha bussato alla porta nel tuo cuore?

Gesù vuole aiutare tutti, anche te, non perdere l’occasione. Senz’altro per qualche ragione ognuno ha bisogno del Salvatore e guaritore dell’anima e del corpo.

Gesù passando per Betesda in Gerusalemme lasciò  una benedizione per il paralitico, ora è ancora un tempo opportuno, Gesù passa ancora della tua vita.

Che cosa farai?

Troverai un posto nel tuo cuore per Lui?

È una decisione di valore eterno.

 

Nicola Mancini

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