“Dal buio…alla luce”

“dal buio… alla luce”.

 

Pace a tutti, mi chiamo Nicoletta e ho 40 anni.

Voglio raccontarvi in breve come il Signore è entrato nella mia vita e di come ne è diventato Sovrano.

Ringrazio il Signore per i miei 40 anni, di come oggi posso viverli insieme alle persone che più amo e di come posso raccontarvi ciò che il mio Dio fatto per me.

Non ricordo molto della mia infanzia e ciò che so è solo il frutto di quello che mi stato raccontato e di ciò che ho cercato di costruirmi attraverso ricordi di fotografie, ma ricordo precisamente il giorno in cui  la mia vita è cambiata…… in peggio.

“Nel luglio del 1984 bussa alla porta della mia vita una malattia che dal nulla si appoggia su di me e che non mi dà il tempo di riflettere, ma ero solo una bimba di otto anni, troppo piccola per capire ciò che mi stava succedendo e che vive quel periodo come una delle tante esperienze.

Passai lunghi periodi di visite specialistiche, tra un ospedale all’altro, tanto da diventare una cavia per scopi e interessi propri dei dottori. Fu proprio in quel periodo, che il Signore si presentò alla mia famiglia come unico e vero Dottore che poteva salvarmi da una morte clinicamente certa”.

Dopo 12 anni mi ritrovai io e il mio Dio… Ora toccava a me scegliere, non ero più piccola, il Signore voleva qualcosa di più, non bastavano più le preghiere dei miei ne quelle dei fratelli in Cristo.

Quindi ora vi racconterò ciò che ha cambiato definitivamente la mia vita in meglio…

…dal buio alla luce!!!

“all’età di vent’anni il Signore si manifestò in modo meraviglioso, facendomi decidere se vivere con Lui o senza di Lui.

Il 28 gennaio del 1996 fui battezzata nello Spirito Santo e dopo un mese mi chiamarono in ospedale per alcune visite, e mi ritrovai nuovamente ricoverata con una promessa che molti anni prima avevo fatta e che in quel giorno avevo infranta (avevo promesso a me stessa che non sarei più entrata in ospedale per nessun motivo).

Durante il mese e più di degenza in ospedale, ebbi l’opportunità di parlare del Signore a giovani, anziani, infermieri, volontari e persino preti.

Un giorno, mentre passeggiavo per il corridoio del reparto, vidi un’anziana molto malata, era bianca, e l’unica cosa che dava colore al suo volto erano gli occhi di un blu cielo, tutti traballanti.

Mi chiese con voce sofferente: “ciao piccola cosa ti è accaduto!!”

” Una malattia” gli risposi,  e mentre si lamentava, in quell’istante sentii di dirle tre parole: “GESU’ TI AMA”;  ma lei mi rispose a tono, con voce fredda e decisa:” No!! Gesù non ti ama, non ama te e neppure me, perché se fosse così t’aiuterebbe…io ormai sono vecchia ma tu sei ancora giovane”.

Riuscii solo a ripetere: “No, non è vero Gesù ti ama”, E poi scappai via e da quel giorno non la vidi più.

Quelle parole mi avevano spezzato il cuore, mi sentivo di morire e così mi trovai a discutere con Dio, perdendo pian piano la fiducia e la forza che avevo acquistato: “Signore come puoi chiedermi di parlare di te e affermare che tu guarisci quando io sono ancora in questo stato,non puoi chiedermelo….No!”

Da quella prova, sì, perché solo oggi posso affermare che è stata una prova, dentro di me si spezzò la cosa più importante.  Avevo dimenticato ciò che il Signore aveva fatto fin da quel momento per me, ritrovandomi ancora una volta sola con tanti pensieri che mi tormentavano.

Il 12 marzo fui operata alla mano e così quella fu un altra delusione da aggiungere alla lista,  niente ormai andava per il verso giusto,  continuavo a chiedermi cosa ancora ci facevo in quel posto,  luogo dove il Signore mi aveva tratto fuori tanti anni prima.

Non interessava più nulla,  incominciai ad assumere un comportamento di autodistruzione, andavo a letto con il forte desiderio di morire e con tante lacrime che ogni sera bagnavano il mio viso,  e ogni mattina che mi alzavo ero delusa perché ero ancora viva.

Il desiderio di morire era talmente forte che ci stavo riuscendo, sì perché pian piano dentro di me moriva qualcosa, odiavo la gente che mi circondava e persino i fratelli che pregavano per me.

Mi rifugiai in letture che non avevano niente a che fare con la Parola di Dio,  poeti, filosofi e dottori, che alimentavano in me la convinzione di poter vivere anche senza Dio, fino ad arrivare al punto di credere che fosse solo la pura invenzione di uomini deboli, che avevano bisogno di un aiuto virtuale.

Ero stanca e confusa tanto da prendermela con Dio di ciò che mi stava accadendo, perché ritenevo Lui solo responsabile di tutto ciò, anche della mia caduta spirituale.

Fui operata nuovamente l’11 luglio,  in quell’operazione rischiai di perdere la vita,  ma nonostante la mia durezza verso Dio, Egli mi liberò.

Poi  nell’agosto del ’96 finalmente arrivò la resa dei conti,  dove mi trovai faccia a faccia con il mio Dio, ancora mi chiamava, E così capii che Egli mi aveva scelta in mezzo questo mondo.

Fu al centro estivo ”Poggiale”, l’ultimo giorno del turno,  il Signore mi parlo con il salmo 73.

Sembrava proprio che parlasse di tutto ciò che avevo pensatoe accusato il mio Dio, riuscì solo a piangere e a sentirmi inutile, ma un amore Divino mi invase tanto da farmi sentire pace, consolazione e gioia, sentimenti che da tempo non provavo più perché erano scomparsi sotto odio, risentimento e angoscia; da quel giorno tutto quello che avevo passato fino a quel momento è svanito nel nulla perché Dio li prese su di sé”.

Oggi, ho ancora un motivo per ringraziare il Signore… sono una Sua figliuola,  ho fatto patto in acqua permettendo di servire il mio Re qualunque cosa accada, E questa promessa con l’aiuto di Dio,  intendo fermamente mantenere, per vederLo un giorno e vivere in eternità insieme a Lui.

Iddio sia lodato e benedetto in Eterno.

 

 

Nicoletta Ricciardi

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