“TRASFORMATO DALLA POTENZA DI DIO!”

LA MIA VITA NELLE MANI DEL SALVATORE …..

…..DA RIBELLE SPACCIATORE A SUO UMILE SERVITORE…..

“Egli mi ha tirato fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla Roccia, ed ha stabilito i miei passi.” (Salmo 40.2)

 

Caro amico lettore.

Il mio nome è Paolo e in queste poche righe avrei tanto da dire …..

….. perché?

….. ero un uomo perso; la mia situazione era disperata, e Qualcuno mi ha teso la mano per issarmi da quel profondo abisso nel quale ero sprofondato.

Ed è proprio di questo “Qualcuno” che ho intenzione di parlarti: il Suo Nome è conosciuto in tutto il mondo. Egli è il Salvatore, il Re dei re, ma ahimè, pochi Lo riconoscono come Tale!

La Sua misericordia ed il Suo amore sono stati capaci di liberare e trasformare questo cuore ribelle.

Se tu lo conoscessi … quante altre cose meravigliose potresti scoprire di Lui, cose che a semplici parole non si possono esprimere!

Comunque, torniamo a noi: come ho già detto, mi chiamo Paolo, Paolo Paladino e oggi ho 46 anni; sono nato e cresciuto a Milano (anche se al momento risiedo a Castellarano –RE), in una famiglia di fede pentecostale, una semplice ma numerosa famiglia cristiana composta da 13 figli di cui nel 2014 è venuto a mancare mio fratello gemello di nome Gianni.

Sono sempre stato un giovane dal carattere aperto, socievole e pieno di vita e, grazie a questo mio modo di essere, riuscivo facilmente ad allacciare rapporti di amicizia, frequentando così fin da ragazzino diverse compagnie. Fra questi amici, che ormai frequentavo abitualmente, c’era già chi stava percorrendo una strada che porta lontano dal Signor, quella sembra una strada attraente, piena di luci e divertimenti che però porta inevitabilmente alla morte, e presto anche io imparai a percorrerla senza farmi troppi problemi, iniziando semplicemente a fumare.

Ricordo con chiarezza quegli anni, quando alcuni <<amici>> mi trovarono, con mia grande gioia, un posto di lavoro attraverso il quale mi si aprirono orizzonti che fino a quel momento non erano mai stati nei miei pensieri.

Fu proprio ad una <<tranquilla>> cena di lavoro che per la prima volta presi una vera sbornia, e la cosa mi piacque così tanto che mi indusse a ripetere l’esperienza tantissime altre volte (forse a te una semplice sbronza con gli amici può sembrare un normalissimo divertimento come altri, purtroppo non è così!). Quel posto di lavoro fu per me l’inizio della rovina.

… e anche per la mia famiglia!

Da quel punto in poi, fu un susseguirsi di esperienze negative le quali non facevano altro che peggiorare la già grave situazione. Il tempo passava, mentre continuava a crescere in me il desiderio di provare divertimenti e sensazioni nuove; fu così che un giorno, un mio collega di

lavoro mi propose di unirmi ad una nuova compagnia: <<cosa c’è poi di male a frequentare un gruppo di amici?>>

Nulla, se non fosse stato per quello che questo tipo di <<amicizie>> mi portarono a fare; stando con loro imparai a fumare Hascis e a tirare la cocaina col naso.

Ti assicuro che subito, nei primi attimi, mi sentii alle stelle. Queste nuove esperienze mi attirarono così tanto che presi la <<bella>> abitudine di fumare spinelli e di tirare ogni tanto la coca.

Ormai ero nel giro, conoscevo gente che oggi non augurerei a nessuno di conoscere; ragazzi più grandi di me che, oltre a spacciare, mi portavano anche in vacanza e naturalmente ci facevamo accompagnare da ogni tipo di droga e quando questa finiva ci davamo completamente all’alcol.

Un giorno, una donna che non conoscevo, mi disse che dentro me c’era qualcosa che non andava, che nel profondo del mio cuore c’era una smisurata tristezza, un’angoscia che anche vivendo all’insegna del divertimento non riuscivo a nascondere.

Avevo 18 anni e Dio, usandosi di una persona qualunque, volle illuminare la mia mente e farmi notare in che misero stato si era ridotta la mia vita, da quando avevo rifiutato il Suo amore e la Sua guida. Ah, se mi fossi fermato e avessi ascoltato questo avvertimento, quante sofferenze mi sarei evitato! …decisi purtroppo di continuare il cammino che avevo intrapreso, sperimentando qualcosa di nuovo:<<i trip>>!

I trip, sono cartoncini imbevuti di un acido che provoca allucinazioni, fa vedere cose che normalmente non si vedono, porta la mente in ultra dimensione, oltre a provocare danni seri al cervello, una volta finito l’effetto e ritornati alla cruda realtà, questa sostanza fa stare ancora più male perché in quei momenti si è più vicini a Satana e sempre più lontani dal Signore Gesù.

Ci sono stati dei momenti in cui stavo molto male, momenti nei quali ho desiderato sinceramente di smetterla con ogni tipo di droga e piantarla con quella vita balorda che non portava a nulla di buono, ma non ci sono mai riuscito…

…non  possedevo né la forza né la volontà di fare qualsiasi cosa.

Gli anni continuavano a passare e continuavo a cambiare compagnie.

Iniziai anche a spacciare per guadagnare più soldi, affinché i miei divertimenti potessero durare più a lungo come il frequentare discoteche e la sete continua di droga potesse essere soddisfatta; spesso ero al centro di risse scoppiate sempre per un motivo banale ma, mai decisi di cambiare, neanche quando, in una di queste occasioni, mio fratello Gianni fu ferito a sangue.

Io e mio fratello eravamo dei pazzoidi e ribelli, ed anche lui, come me, si drogava.

Accade però, che mio fratello, dopo un forte uso di droghe, stette molto male, e questa esperienza lo segnò così tanto che smise di farne uso, invocò il Nome del Signore ed il Suo aiuto, e Gesù gli diede la forza di ricominciare una nuova e vera vita abbandonando tutto ciò che fino a quel momento lo aveva legato a Satana.

L’esperienza di mio fratello non mi coinvolse affatto. Per quanto riguardava la mia vita, stavo bene così; per l’Iddio che voleva avere un posto nel mio cuore, per Colui che voleva donarmi salvezza e vero amore non avevo né tempo, né voglia.

Non passò molto tempo che anche io ed un mio amico, dopo aver fatto uso delle solite sostanze, ci sentimmo male. Iniziai ad avere allucinazioni accompagnati da pensieri strani, brutti e tenebrosi, Tornammo a casa, andai in bagno e mi lavai il viso per riprendermi. Alzando lo sguardo verso lo specchio vidi un’altra faccia, tremavo e non sapevo più cosa fare, così invocai il nome del Signore.

Altre volte in queste occasioni avevo chiesto aiuto a Dio ma, dopo il Suo intervento, continuavo con la mia vita di sempre, così feci anche questa volta.

Nel profondo del mio cuore sapevo che facevo soffrire tante persone, sapevo che la vita che conducevo non era giusta agli occhi di Dio e degli uomini, che Gesù stesso piangeva  per la mia misera condizione. I miei genitori erano disperati e sai, caro amico lettore, non è per niente facile pregare per un figlio ribelle, che peggiora giorno dopo giorno negli insuccessi e nelle trappole che Satana gli offre per condurlo alla morte; i miei genitori però, nonostante l’apparente sconfitta, hanno continuato a pregare per me con la fede e la speranza che Dio metteva nei loro cuori.

…accecato dalle droghe e dalla vita facile che conducevo, non riuscivo a rendermi conto sino a quali bassezze ero scivolato! Continuavo a spacciare droga e una sera, uscendo per fare il solito giro, fui avvisato da un <<amico>> che in quel posto c’erano i carabinieri, così non andai (ancora una volta il Signore mi stava preservando dal male ma io ignorai per un’ennesima volta il Suo aiuto). Poco tempo dopo le cose non andarono più così bene e fermato dai carabinieri fui portato in caserma, e messo in stato di fermo in attesa del processo.

In quei momenti capii di essere solo. Di tutti i ragazzi che fino a quel momento avevano rappresentato la mia famiglia solo due e tre mi rimasero vicini.

Nel mio orgoglio ferito non mi lasciavo spaventare da nulla e, niente di tutto quello che accadeva mi faceva comprendere che il Signore Gesù camminava al mio fianco e che sarebbe stato sufficiente tendere una mano verso di Lui per essere salvato.

Come conseguenza naturale del fermo, dovevo subire appunto il processo.

Ma durante questa lunga attesa mi rubarono l’auto (che ritrovai dopo pochi giorni), venimmo minacciati di morte io e la mia famiglia.

… naturalmente immaginerai perché!?!

Tutti questi eventi inaspettati, non erano altro che avvertimenti provenienti da persone che qualche settimana prima consideravo fratelli e per i quali mi sarei battuto-

… ora erano diventati i miei peggiori nemici!

Nel 1996 giunse il girono del processo, né io né il mio avvocato ci sentivamo particolarmente ottimisti in relazione al risultato finale (la sentenza), la condanna sarebbe stata dai sei mesi ai due anni di reclusione, i miei precedenti penale (tra cui un altro processo per possesso di arma bianca) mi facevano guardare al carcere, senza troppe speranze, come unico sbocco.

Quanto tempo ho trascorso in carcere?

E’ questo che vuoi sapere?

Mi dispiace deluderti ma, non ho trascorso neanche una mezza giornata in cella!

Il mio avvocato non capiva più nulla, una svolta tale non se la sarebbe mai aspettata.

Durante tutto il processo ero assente, forse per il troppo scoraggiamento, ma ricordo le parole del mio avvocato che incapace di capire l’accaduto farfugliò:<<qualcuno deve aver fatto qualcosa… è impossibile tutto questo… qualcuno ti ha aiutato ma non riesco a capire chi…!>>.

Oggi riconosco che Dio intervenne in mio favore e che quel giorno fui liberato non perché lo meritassi ma, per il solo fatto che dietro a quel miracolo straordinario ci furono intense preghiere e suppliche rivolteGli dai miei genitori e da una intera comunità che, senza mai stancarsi, intercedevano per me al Trono di Grazia.

Ancora una volta, dopo un’occhiata al mio passato, vorrei poter cancellare tutte quelle brutture che commisi.

… la mia storia, infatti, non si conclude qui, come vorrei …

Nonostante questo miracolo, nonostante avessi sperimentato che Dio voleva agire in mio favore, continuai a non voler accettare la Sua chiamata, e ripieno di orgoglio, scelsi ancora una volta di prendere le redini della mia vita, di camminare solo.

 

Tra tutte le droghe che fino a quel momento avevo provato me ne mancava ancora una: il krack, una droga che stordisce e rende incapaci di ragionare.

Naturalmente non potevo più continuare a vivere così, e il Signore lo sapeva bene …

Finalmente una notte stetti veramente male …

… invocai l’aiuto di Dio con un sentimento diverso rispetto a tutte le altre volte-

Avevo paura di non riprendermi più o addirittura di morire.

… grazie a Dio non fu così; smisi di drogarmi e di spacciare, non volevo più sapere niente di nessuno, non volevo più uscire, persi la fiducia in tutti e mi chiusi in me stesso fino a quando il Signore mi prese in extremis e mi fece inginocchiare davanti a Lui; mi fece ritornare a Lui.

Lode e gloria a Dio per questo!

Fu allora che diedi una svolta definitiva alla mia vita!

Iniziai a frequentare la Chiesa Cristiana Evangelica di Nova Milanese.

Inizialmente ci andavo per non sentirmi solo, ma ad una riunione dei giovani avvenne qualcosa di straordinario, sentì forte la presenza di Dio e con le lacrime agli occhi avvertivo che stava avvenendo qualcosa di miracoloso e in quell’istante mi sentì liberato, perdonato di tutti i miei peccati  ed invaso dell’amore di Dio, facendomi diventare così una nuova creatura in Cristo Gesù.

Oggi non posso fare a meno di ringraziare il mio Salvatore per l’opera meravigliosa che ha compiuto nella mia vita.

Nonostante quello che ero, Dio non mi ha mai abbandonato.

Mi concesse diverse opportunità con il fine di condurmi sul giusto cammino e, anche se allora Lo rifiutavo, Lui mi è sempre stato vicino salvandomi da danni al cervello che la droga avrebbe potuto provocare, ed anche da un bruttissimo incedente che mi portò quasi in fin di vita.

Adesso la mia vita ha una ragione di esistere: Gesù!

Mi ha dato uno scopo, ha posto un fondamento nel mio cuore arido e duro, e io ricambio il Suo amore leggendo la Sua Parola (La Bibbia), pregando, frequentando i culti, dedicandogli il mio tempo affinché guidi i miei passi con il Suo Santo Spirito e faccia in modo che non cada più.

Le prove per un cristiano non finiscono mai, ma con il Signore al nostro fianco saremo più che vincitori!

 

Questa è una parte della storia della mia vita.

… il Signore mi ha salvato dalla morte e dal peccato, grazie a Dio dal più profondo del mio cuore!

Grazie perché hai messo pace nella mia famiglia e luce in me.

 

Luca 15.24 dice: PERCHE’ QUESTO MIO FIGLIO ERA MORTO, ED E’ TORNATO IN VITA;  ERA PERDUTO, ED E’ STATO RITROVATO…

Salmo 143.7,8 dice: “ affrettati a rispondermi, o Eterno; lo spirito mio vien meno; non nascondere da me la Tua faccia, che talora io non diventi simile a quelli che scendono nella fossa. Fammi sentire la Tua benignità poiché in Te mi confido, fammi conoscere la via per la quale devo camminare, pochè io elevo l’anima mia a Te…

 

… questa è la sola parte che per adesso posso raccontare ma, la migliore deve ancora giungere.

La migliore sarà quando i miei occhi Lo vedranno e starò presso di Lui, per sempre!

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